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Discussione in corso |
Notizie, curiosità e tematiche psicologiche meno "impegnative"
WEB-THERAPY PER DORMIRE. INTERNET CONTRO L'INSONNIA martedì 15 settembre 2009 Studi recenti hanno dimostrato che l'uso prolungato di dispositivi hi-tech influenza la secrezione endogena di melatonina, l'ormone che regola il sonno, e che troppe ore davanti al pc favoriscono l'insonnia. Ma la realtà non ha mai una faccia sola e paradossalmente sembra che sia proprio internet la panacea per chi non riesce a dormire. Una ricerca canadese pubblicata sulla rivista Sleep ha illustrato gli esiti positivi di una web-therapy mirata a curare l'insonnia: l'81% di chi l'ha sperimentata ha risolto il problema in meno di cinque settimane, contro il 50% di chi ha continuato a seguire la tradizionale trafila, tra farmaci e sedute dallo psicologo. I detrattori certo non mancano. Anche perché questo nuovo sistema, baso sulla fruizione di video, audio e testi, non permette al paziente di confrontarsi con un esperto e capire quali siano le cause soggettive che scatenano l'insonnia. "Si tratta di un giocattolo simpatico, magari inizialmente anche utile - spiega il professor S. K. Mostafavi, fondatore ... |
IN BARCA A VELA CONTRO LO STRESS martedì 15 settembre 2009 Si chiama velaterapia e secondo la Società Italiana di Psicologia mare e vento combattono lo stress, la depressione e le ansie legate alla vita di tutti i giorni. Si mettono in atto dinamiche particolari perché si è costretti, in un certo senso, a muoversi in uno stesso ambiente e uno spazio ristretto e a collaborare dando ascolto a un leader. La dottoressa Emanuela Mencaglia, psicologa di Humanitas, spiega meglio cos?è la velaterapia e quali sono i suoi benefici. «Da circa trent?anni in Europa si pensa alla vela non solo come un?attività di svago e divertimento, ma anche come un supporto terapeutico, da inserire in progetti riabilitativi con spunti socializzanti, in gruppi di persone con diversi bisogni che vanno dalla riabilitazione fisica a quella psichica e sociale. A questo si aggiunge l?inserimento dell?esperienza velica anche nei gruppi di lavoro, in quello che viene chiamato team-building. In Italia la velaterapia risale a una quindicina di anni fa e a oggi sempre più associazioni veliche la ... |
EFFETTO PLACEBO: NON SOLO CERVELLO martedì 15 settembre 2009 Una ricerca dimostra che nel controllo del dolore l'effetto placebo mobilita alcune vie di trasmissione dei segnali presenti nel tronco cerebrale ed evolutivamente molto antiche. Lo afferma una ricerca condotta presso la Clinica universitaria di Hamburg-Eppendorf e pubblicata sull'ultimo numero della rivista "Neuron". Lo studio fornisce nuove prospettive sui meccanismi grazie ai quali la semplice aspettativa di un trattamento può agire da efficace analgesico. Per spiegare l'effetto placebo è stata invocata l'azione degli oppioidi endogeni (encefaline, endorfine e dinorfine), che vengono naturalmente prodotti dal cervello in piccole quantità e che hanno un ruolo chiave nell'alleviamento del dolore e dell'ansia. Studi di brain imaging hanno mostrato che l'analgesia da placebo stimola la produzione di questi oppioidi da parte delle regioni cerebrali superiori associate alla modulazione del dolore ed è correlata a una diminuzione dei segnali provenienti dalle aree sensibili al dolore. Tuttavia, l'ipotesi non ... |
CON NOTE E FILASTROCCHE I BAMBINI IMPARANO PRIMA A PARLARE martedì 15 settembre 2009 Filastrocche, canzoncine, giochi in rima: le ultime ricerche scientifiche dimostrano che per i bambini,sono più di un passatempo. Rappresentano infatti uno stimolo che insegna a memorizzare in fretta le parole e quindi a parlare. L?osservazione scaturisce da un lavoro di Jenny Saffran ed Erik Thiessen, rispettivamente dell?università del Wisconsin e della Carnegie Mellon University, in Pennsylvania, negli Stati Uniti, incluso nel volume «The Neurosciences and Music ? III, Disorders and plasticity» appena pubblicato in collaborazione con la New York Academy of Sciences, che riporta oltre 60 lavori scientifici che definiscono lo stato dell?arte nel campo «neuromusica». I lavori sono stati presentati nell?arco dell?omonimo convegno organizzato a Montreal nel 2008 dalla Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani (le due edizioni precedenti si sono tenute a Venezia nel 2002 e a Lipsia nel 2005). Le ricerche di Saffran e Thiessen si sono concentrate sull?ambiente sonoro in cui crescono i bambini, che sin dalla ... |
PIU' ALTI E PIU' CONTENTI martedì 15 settembre 2009 I ricercatori dell'Università americana di Princeton, partendo dai dati della "Gallup-Healthways Well-Being Index", hanno scoperto una correlazione tra altezza e felicità Altezza mezza bellezza, recita il detto popolare. Vero o no, certamente i più alti sono anche i più felici. Infatti, secondo uno studio pubblicato su Economics and Human Biology, sembra che chi può contare su qualche centimetro in più viva meglio e con meno preoccupazioni. I ricercatori, guidati da Angus Deaton dell'Università di Princeton (New Jersey, USA), partendo dai dati della "Gallup-Healthways Well-Being Index" raccolti tra gennaio e aprile del 2009, hanno scoperto una certa correlazione tra altezza e felicità. Il team di ricercatori ha utilizzato una scala da zero a 10 per misurare la soddisfazione per la propria vita. In seguito gli studiosi hanno confrontato questi numeri con l'altezza delle persone intervistate. Risulta così che gli uomini che si avvicinano al metro e 77 sono i più soddisfatti della propria vita. Questo ... |
CHE ANSIA ESSERE ADOLESCENTE E RAGAZZA! martedì 15 settembre 2009 Che le ragazze siano più sensibili rispetto ai maschi nei confronti dei giudizi dei coetanei, soprattutto nel periodo della pubertà, è risaputo. Ora arriva una ricerca che supporta questa ipotesi, attribuendo per la prima volta dignità scientifica a una semplice opinione comune. I ricercatori del National Institute of Mental Health hanno effettuato un esperimento su 34 ragazzi e ragazze tra i 9 e i 17 anni, monitorandone l'attività cerebrale con una tecnica di risonanza magnetica. Dai risultati è emerso che nelle ragazze le aree del cervello deputate alle emozioni e alle relazioni interpersonali tendono a essere sempre più pronunciate rispetto ai coetanei maschi, soprattutto con l'avanzare dell'adolescenza. Il che, secondo gli scienziati, sarebbe direttamente correlato a una maggiore ansia da giudizio altrui. Faticoso insomma essere giovani e femmine, alla perenne ricerca dell'approvazione altrui, accompagnate dall'apprensione di non piacere o di non essere all'altezza nei rapporti sociali. I ragazzi ... |
IL PANE E LA MEMORIA lunedì 20 luglio 2009 Le diete povere di carboidrati possono influire negativamente sulle capacità cognitive. È questo l'allarme lanciato dagli psicologi della Tufts University, a seguito di un recente studio pubblicato sulla rivista 'Appetite'. Attenzione alle diete povere di carboidrati: possono influire sulle capacità cognitive. L'allarme arriva da un gruppo di psicologi americani che hanno sottoposto a una batteria di test un gruppo di donne che seguivano due diversi tipi di diete dimagranti: un regime a basso tenore di carboidrati e una dieta bilanciata. Si è visto così che, dopo qualche settimana di dieta, le donne alimentate col regime low carb ottenevano risultati peggiori nelle prove di memoria. "Nonostante si sia trattato di un campione ristretto, lo studio mostra chiaramente l'impatto che le diete povere o prive di carboidrati possono avere sulle performance cognitive, in particolare sulla memoria", nota la psicologa Holly A. Taylor della Tufts University, responsabile dello studio pubblicato sulla rivista ... |
ONESTI SI NASCE NON SI DIVENTA lunedì 20 luglio 2009 Secondo uno studio dell'Harvard University l'onestà è una caratteristica innata. Ovvero: onesti si nasce, non si diventa. E non c'è nessuna terapia riabilitativa che consentirà ai malfattori di ravvedersi e agli onesti di comportarsi in modo delinquenziale. Come spesso accade, è tutta una questione di cervello. Lo hanno dimostrato due studiosi della Harvard University di Boston, Joshua Greene e Joseph Paxton, con un'indagine e un test pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. I due hanno messo a punto un "test dell'onestà" che permette di capire chi è di indole onesta e chi, se ne ha l'occasione, tende ad imbrogliare il prossimo. Il test si basa su un gioco in realtà molto semplice. I partecipanti scommettono sull'esito del lancio di una moneta, il classico "testa o croce". Nella prima parte del gioco, prima del lancio, i volontari scrivono su un foglio la loro previsione. Nella seconda invece, devono dire, a lancio avvenuto, se avevano previsto giusto. Sta ... |
ADOLESCENZA: DOPPIA FATICA PER LE RAGAZZE lunedì 20 luglio 2009 Uno studio recente sancisce scientificamente la propensione a una vita emotiva più intensa da parte delle femmine. Le adolescenti sarebbero molto più sensibili ai giudizi altrui rispetto ai loro coetanei maschi. Che le ragazze siano più sensibili rispetto ai maschi nei confronti dei giudizi dei coetanei, soprattutto nel periodo della pubertà, è risaputo. Ora arriva una ricerca che supporta questa ipotesi, attribuendo per la prima volta dignità scientifica a una semplice opinione comune. I ricercatori del National Institute of Mental Health hanno effettuato un esperimento su 34 ragazzi e ragazze tra i 9 e i 17 anni, monitorandone l'attività cerebrale con una tecnica di risonanza magnetica. Dai risultati è emerso che nelle ragazze le aree del cervello deputate alle emozioni e alle relazioni interpersonali tendono a essere sempre più pronunciate rispetto ai coetanei maschi, soprattutto con l'avanzare dell'adolescenza. Il che, secondo gli scienziati, sarebbe direttamente correlato a una maggiore ansia ... |
TANORESSIA: QUANDO L'ABBRONZATURA DIVENTA UN PERICOLO … PER LA MENTE sabato 4 luglio 2009 Tanoressia. Nnonostante si tratti di una patologia che colpisce 3 italiani su 10 e il 20% degli adolescenti, se ne sente parlare poco. Probabilmente, però, se ci pensate bene, di persone affette da questo disturbo forse ne conoscete più di una. La Tanoressia è una malattia psichica che, alla stregua dell’anoressia, non permette di vederti come sei realmente quando ti guardi allo specchio. Solo che, a differenza di quest’ultima, non ci si vede mai abbastanza "scuri" anziché magri. Il termine, coniato dall’Università del Texas, deriva infatti da "tan" –tanning- abbronzatura. Chi soffre di questo problema generalmente evita accuratamente le zone d’ombra, non adopera protezioni per il sole e, in inverno, è un cliente affezionato dei solarium. Le persone sofferenti di tanoressia sono generalmente molto giovani, di età compresa tra i 16 e 40 anni, adolescenti, magri/e e residenti nel Nord Italia: questi i risultati di una ricerca che ha coinvolto 4.000 persone. L’anoressico "DOP" non si preoccupa ... |
STAR BENE IN COPPIA AIUTA A CONTRASTARE LO STRESS SUL LAVORO sabato 4 luglio 2009 Uno studio svedese dell'Università di Göteborg rivela che il rapporto a due argina gli effetti negativi legati alle tensioni lavorative. Ma se le cose non funzionano a casa, il rischio di ammalarsi aumenta. Dopo un'interminabile giornata passata a parare colpi, schivare conflitti, cercare di non litigare coi colleghi e non fare arrabbiare il capo, non c'è niente di meglio che rifugiarsi fra le braccia del partner. Perché la vita di coppia, se funziona, è il miglior antidoto allo stress, anche lavorativo, e difende in modo efficace dagli influssi negativi ed ostili che arrivano dall'esterno. Neanche a dirlo, ci guadagna anche la salute. C'è però una scomoda verità specularmente opposta: se la relazione con il proprio lui o lei non è il massimo, allora i guai si moltiplicano. E aumentano in modo elevato il rischio di burn-out e di ammalarsi proprio per colpa dello stress. La conferma arriva dalla dottoressa Ann-Christine Andersson Arntén, dell'Università di Göteborg, in Svezia, che ha studiato ... |
L'APPRENDIMENTO? DIPENDE DALLE ESPERIENZE VISIVE DEI PRIMI TRE ANNI DI VITA lunedì 15 giugno 2009 Parrebbe dimostrarlo una ricerca condotta presso l'Università di Milano-Bicocca, guidato dalla professoressa Viola Macchi Cassia del Dipartimento di Psicologia: l'esperienza visiva precoce ha una capacità di plasmare e influenzare i nostri processi percettivi maggiore rispetto a quella acquisita in età adulta, così grande da produrre effetti che rimangono latenti, ma pronti a riattivarsi dopo molti anni alla comparsa di una nuova esperienza. Il nostro sistema percettivo si ricorda dell'esperienza al quale è stato esposto nei primi tre anni di vita e la utilizza per gli apprendimenti successivi che risultano così facilitati: imparare, ad esempio, a riconoscere i volti di una particolare classe di età ne facilita il riconoscimento se è acquisita nei primissimi anni di vita, ma non ha nessun effetto se acquisita in età adulta. Lo studio, il cui titolo originale è Early Experience Predicts Later Plasticity for Face Processing, è appena stato pubblicato sul sito della rivista Psychological Science e, a luglio, ... |
I PIÙ STRESSATI? LE DONNE DI MEZZA ETÀ martedì 9 giugno 2009 Con l’emancipazione, che ha prodotto indubbi vantaggi per il sesso femminile, sono arrivati però anche degli "effetti collaterali": uno di questi è lo stress. Secondo ricercatori svedesi che hanno esaminato i dati di un lungo studio partito dagli anni ’60, i livelli di stress percepiti da circa 1.500 donne di mezz’età Göteborg è salito fino ad oggi del 75%, partendo da un 36% degli anni 1968-1969. Il coordinatore dello studio, dr. Dominique Hange, ha dichiarato che le donne sono state seguite per tutti questi anni e che nel 21° secolo i livelli si stress percepiti sono aumentati significativamente, mentre i "sintomi" ad esso legati sono rimasti pressoché invariati. Di fatto, le donne oggetto dello studio sono state invitate a compilare un questionario riguardo il proprio stile di vita, che prevedeva anche il rendiconto di come percepissero i livelli di stress e quali disturbi avessero provato. Dai dati raccolti è emerso che i disturbi più frequenti e comuni erano: problemi all’apparato intestinale, asma, ... |
SENTI CHI PIANGE ... ECCO IL DIZIONARIO DEI NEONATI martedì 9 giugno 2009 I neogenitori che devono affrontare il pianto di un neonato prima o poi si chiederanno se non esista una formula magica per farlo smettere. Dopo aver tentato tutto o quasi, il livello di sopportazione tende a diminuire in maniera inversamente proporzionale alla durata del pianto. Ma c’è anche chi il pianto dei neonati lo ascolta volentieri, per lavoro e per passione, cercando di analizzarne le armonie musicali e scoprirne i significati espressivi. E’ il caso della ricercatrice Daniela Lenti Boerio, docente di psicobiologia e psicologia fisiologica all’Università della Valle d’Aosta che si occupa da anni di psicobiologia del neonato umano e di pianti neonatali ne ha ascoltati e studiati a centinaia. «La mia ricerca è iniziata nel ’92, all’ospedale S. Paolo di Milano - spiega- con un archivio di circa cento vagiti registrati in varie situazioni della giornata del neonato. In Valle d’Aosta abbiamo registrato il pianto e le lallazioni di dieci neonati nel loro ambiente, a casa. Il progetto è stata realizzato ... |
LA SINDROME ... DEL BRADIPO domenica 31 maggio 2009 Quanti di noi, almeno una volta nella vita, hanno detto: “Mi sento stanco solo a guardarti”? Sembrerebbe un modo di dire, ma ora, stando a quanto riferiscono i ricercatori del Laboratorio di elettrofisiologia cognitiva dell’Università Bicocca di Milano, in questa frase sembra esserci una validità scientifica. Lo studio, condotto in collaborazione con l’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Cnr di Milano-Segrate e pubblicato sull’ultimo numero della rivista Plos One, descrive come ci si possa realmente stancare soltanto guardando altre persone che si cimentano in sforzi fisici. Gli studiosi hanno valutato le registrazioni dei potenziali bioelettrici – che indicano come si svolge l’attività cerebrale – di studenti universitari di sesso sia maschile sia femminile mentre osservavano delle diapositive di persone diverse per sesso e per età impegnate in azioni dinamiche: performance atletiche, corsa, tuffi, salti eccetera. Inoltre, gli studenti hanno dovuto compiere un raffronto con ... |






