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PSICOLOGIA DEL BENESSERE

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Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
DOLORE E DEPRESSIONE VANNO CURATI INSIEME
martedì 15 settembre 2009

Che soffrire di un dolore cronico non aiuti il morale, lo direbbe anche monsieur de Lapalisse.

E i medici sanno che, al contrario, un mal di schiena che non passa può essere anche un modo subdolo con cui si manifesta una depressione latente.

Ecco perché conviene trattare entrambi i disturbi, prima l?uno e poi l?altro, come hanno provato a fare Kurt Kroenke e i suoi colleghi dell?università dell?Indiana .

Nel corso dello studio, condotto a Indianapolis, sono stati selezionati 250 pazienti che da almeno tre mesi soffrivano di dolori alla schiena, all?anca o al ginocchio e che a un test specifico avevano dimostrato di avere anche una depressione almeno di grado moderato. Metà dei partecipanti sono stati assegnati alle cure standard, mentre l?altra metà è stata sottoposta a un programma intensivo e integrato in tre fasi: nelle prime 12 settimane ci si è concentrati sulla cura della depressione, cercando il trattamento ideale per ogni determinato paziente; nel corso dei tre mesi successivi i pazienti hanno ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
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LE REAZIONI AL LUTTO
martedì 15 settembre 2009

Secondo lo studio che Colin Murray Parkes ha svolto a Londra, la sequenza tipo delle reazioni emotive è suddivisa in quattro fasi, che però non sempre possono essere distinte in maniera così netta. Non vanno pertanto prese alla lettera.

1. Shock, stordimento, incredulità.
2. Forte dolore, rabbia e protesta, ricerca della persona scomparsa.
3. Depressione e disperazione.
4. Accettazione e soluzione.
La situazione cambia a seconda del contesto culturale, della personalità di chi resta, delle circostanze della morte, della disponibilità di supporto sociale e del rapporto con il defunto.

Nei momenti che seguono la morte di un caro, le risposte psicologiche possono essere innumerevoli: tristezza, tendenza al pianto e allo struggimento, ma anche forte rabbia, senso di colpa, trionfo o euforia; spesso si manifestano alterazioni del sonno, dell'appetito e dell'attività.

Possono passare mesi (se non anni), prima che la persona in lutto realizzi la perdita; è normale vedere la persona scomparsa tra la folla ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
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BULIMIA NERVOSA. QUANDO IL CIBO E' DISPERAZIONE
martedì 15 settembre 2009

Non si nota, a differenza dell?Anoressia Nervosa, in quanto le pazienti sono di solito normo-peso: eppure la Bulimia ha conseguenze altrettanto devastanti sulla vita e sulla salute di chi ne soffre. Un tunnel buio, dunque, ma dal quale si esce: il percorso è lungo, non sempre facile, ma possibile.

Per risolverla si è dimostrato efficace un protocollo di cura con la terapia cognitiva. ?Il trattamento - chiarisce la Prof.ssa Sandra Sassaroli, direttore di Studi Cognitivi - consiste in una rieducazione alla nutrizione equilibrata, nella modifica delle idee perfezioniste e dicotomiche di queste pazienti e nello staccare l?autostima dal livello del peso corporeo.? Il trattamento porta a risultati positivi nel 50-70% delle pazienti affette da Bulimia Nervosa.

Il lavoro dello psicoterapeuta con la paziente bulimica è estremamente delicato: deve infatti aiutare chi ha questo disturbo del comportamento alimentare a ?fare la pace? con il cibo. È un percorso lungo, che viene messo a punto in modo personalizzato. ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
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CANCELLARE I RICORDI TRAUMATICI
martedì 15 settembre 2009

Un nuovo tassello si aggiunge alla comprensione di fenomeni legati alla memoria.

E? noto che le esperienze traumatiche lasciano un segno, spesso indelebile, proprio a causa della grande emozione provocata dall?evento. I ricordi piacevoli non presentano l?intrusività e l?ossessività che caratterizzano quelli connessi a situazioni emotivamente stressanti. L?ipermemoria e l?ipervigilanza costituiscono un tratto distintivo della personalità dei soggetti traumatizzati, cosicché i ricordi dolorosi possono riattivarsi al minimo segnale associato al trauma, o ripresentarsi spontaneamente, in forma ricorrente, come flashback durante la veglia o incubi nel sonno.

Un deficit nell?estinzione di memorie spiacevoli è particolarmente importante riguardo alla paura e limita gli effetti dei trattamenti dei disturbi d?ansia. L?estinzione della paura implica le influenze inibitorie della corteccia prefrontale sull?amigdala (struttura del sistema limbico che rappresenta la sentinella delle emozioni, capace di rispondere prima ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
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LA SOLITUDINE DELL'ANZIANO
martedì 15 settembre 2009

L'anziano è estremamente vulnerabile allo stress, sia da cause ambientali che relazionali. L'autonomia ed il funzionamento sociale possono essere ridotti al minimo, in quanto il gioco delle relazioni interpersonali è sovente intralciato da difficoltà comunicative legate all'invecchiamento cerebrale come vuoti di memoria, disturbi della concentrazione, affaticabilità. Nessuno dovrebbe essere lasciato da solo a fronteggiare i problemi della vecchiaia. La solitudine svuota di senso le giornate - il potenziale ?tempo libero? tende ad essere percepito come ?vuoto? - innescando o alimentando un disagio psicologico che può sfociare in ansia e depressione.

L'anziano ha bisogno di qualcuno, un ?tutore di resilienza?- una figura affettivamente significativa (come un parente, un amico, uno psicoterapeuta, un operatore assistenziale, od un semplice volontario) - che ascolti la sua storia colmando eventualmente le lacune esistenti, o che gli rammenti il suo vissuto, tante e più volte, per mantenere viva una traccia, conservare ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
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ORTORESSIA: LA NEVROSI DEL MANGIAR SANO
martedì 15 settembre 2009

Tra i disturbi dell'alimentazione è in forte crescita la cosiddetta ortoressia nervosa, ovvero l'ossessione del cibo salutare.

Colpisce soprattutto gli over 30, tende a essere più diffusa tra gli uomini e tra le persone di buon livello culturale ed è considerato un disturbo dell'alimentazione, anche se nasce da un buon intento. Fino a diventare un serio problema psicologico. La British Dietetic Association lancia l'allarme su questa nuova patologia e si inizia a parlare di un problema ormai comune a tante persone, eppure spesso taciuto.

È difficile fare un censimento della popolazione ortoressica, anche perché contrariamente agli anoressici o ai bulimici le persone che soffrono di questo disturbo possono essere assolutamente normali fisicamente. Ma il fenomeno a un certo punto diventa preoccupante e all'attenzione esagerata alla qualità del cibo inizia gradatamente ad affiancarsi un disordine ossessivo-compulsivo della personalità. La prima descrizione dettagliata della patologia comparve in una rivista ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
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ALLENTARE LA MORSA DELLA DEPRESSIONE
martedì 15 settembre 2009

La depressione è un problema di salute mentale, con notevoli ricadute a livello della qualità della vita del singolo ed indirettamente della comunità in cui vive.

Ai costi sociali si aggiungono quelli economici, spesso ingenti, se il fenomeno depressivo raggiunge dimensioni allarmanti. Secondo le stime dell?Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la depressione colpisce circa 330 milioni di persone nel mondo (in Italia si ritiene che attorno ai 5 milioni di persone siano affette da disturbi depressivi, con il 15% di tutte le donne, contro l?8% dei maschi, e l?8-10% dei soggetti di età compresa tra 14-24 anni) e circa la metà dei pazienti con malattie debilitanti.

Ma le cifre non dicono tutto, né abbastanza. Non chiariscono, ad esempio, gli aspetti transgenerazionali del problema depressione: indipendentemente dalla vulnerabilità biologica, la depressione nei genitori - soprattutto nella madre - può esporre i figli ad un rischio elevato di manifestare disturbi dell?umore all?ingresso dell?età adulta. ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
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LA DEPRESSIONE NON E' QUESTIONE DI GENI
giovedì 25 giugno 2009

Alcune persone più di altre sono suscettibili alla depressione.

Ma non si tratta di una predisposizione genetica, come riportava uno studio del 2003 che aveva dimostrato per la prima volta un legame tra il gene implicato nel trasporto della serotonina, gli eventi stressanti della vita e lo sviluppo della depressione.

La notizia viene dalla prestigiosa rivista Journal of the American Medical Association, che presenta gli esiti di un'analisi dettagliata dello studio del 2003 e di altre 13 ricerche analoghe pubblicate successivamente.

La serotonina è una molecola sintetizzata nel cervello che ha un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell'appetito.

È anche coinvolta in numerosi disturbi neuropsichiatrici, tra cui la depressione. Lo studio del 2003 aveva preso in esame la storia clinica di 847 persone e la sequenza di un gene che codifica per una proteina che trasporta la "molecola del buonumore" (5-HTTLPR) e sulla quale agisce una ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
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PALETTA E SECCHIELLO PER CURARE ANORESSIA, BULIMIA E TRAUMI NEI BAMBINI
sabato 20 giugno 2009

Ancora poco conosciuta in Italia, ma più diffusa all'estero.

È la "Sand Play Therapy" (terapia del gioco della sabbia), la psicoterapia che usa la sabbia e il gioco per individuare e curare i traumi nei bambini vittime di abusi o violenze, i disturbi alimentari come anoressia e bulimia, le tossicodipendenze.

Il metodo fu elaborato verso la fine degli anni Cinquanta da Dora Maria Kalff (1904 - 1990), psicologa junghiana e allieva di Margaret Lowenfeld.

La Sand Play Therapy unisce due metodologie basate su: la "tecnica del mondo" (World Technique) di Margaret Lowenfeld e sulla psicologia analitica di C.G. Jung.

Margaret Lowenfeld, la pediatra che fondò una delle prime cliniche psicologiche in Inghilterra, elaborò gli strumenti adottati oggi dalla terapia: una cassetta piena di sabbia, o sabbiera, e vari oggetti in miniatura.

L'utilizzo di questi strumenti permette di esprimere l'interiorità facendo affiorare elementi inconsci grazie al linguaggio simbolico del gioco.

La possibilità di manipolare ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
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I SEDATIVI POSSONO AUMENTARE I CASI DI SUICIDIO NEGLI ANZIANI
martedì 9 giugno 2009

La notizia arriva dall’Università di Göteborg in Svezia dove è stato condotto uno studio controllato sui casi di suicidio tra le persone anziane e l’eventuale collegamento con l’assunzione di psicofarmaci.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista "BMC Geriatrics", è stato condotto dai ricercatori Anders Carlsten e Margda Waern e ha preso in esame pazienti sotto cura per disturbi del sonno, depressione. I dati mostrano che, anche dopo un adeguamento in base alla eventuale presenza di condizioni psichiatriche, questo tipo di farmaci è stato associato a un aumento dei casi si suicidio. Nello specifico, da una prima analisi il rischio di suicidio è stato valutato in quasi 14 volte superiore. Una volta scremati i casi psichiatrici e quelli trattati correttamente con prescrizioni di ipnotici, il rischio è stato valutato di 4 volte maggiore.

Tuttavia, i ricercatori fanno notare che questo tipo di farmaci potrebbe semplicemente far emergere altri fattori di rischio scatenanti l’azione suicida ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
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LA DEPRESSIONE MAL CURATA PROVOCA RICADUTE
martedì 9 giugno 2009

Secondo il prof. Miquel Roca, psichiatra dell’Ospedale "Juan March" di Palma de Mallorca in Spagna, chi ha sofferto di depressione, nel 50% dei casi può essere soggetto a ricaduta. Questo perché, spesso, la malattia non viene correttamente interpretata, si sottovalutano i rischi di una ricaduta, il paziente subisce un trattamento inadeguato o interrompe la cura prima del tempo necessario.

Il medico spagnolo ha sottolineato come sia importante che la cura sia seguita scrupolosamente e come ciò sia un fattore chiave per la guarigione e nella possibilità di evitare delle recidive che, a volte, sono più difficili da trattare. Sono moli i fattori da considerare, tra cui la lunghezza del trattamento, il controllo dello stato evolutivo della malattia e del paziente, l’influenza dell’ambiente in cui vive, la mancanza di sostegno sociale, l’eventuale mancanza di fiducia, il livello d’istruzione, l’abuso di sostanze stupefacenti e altri.
Molto importante è la diagnosi precoce che permette d’intervenire adeguatamente ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
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FIBROMIALGIA. UN AIUTO DALLA TERAPIE PSICOLOGICHE
domenica 31 maggio 2009

La fibromialgia (da "fibro" che indica i tessuti fibrosi come tendini e legamenti e "mialgia" che significa dolore muscolare) è una malattia reumatica che colpisce i muscoli causando un aumento di tensione muscolare: tutti i muscoli (dal cuoio capelluto alla pianta dei piedi) sono in costante tensione. Ciò comporta numerosi disturbi: i muscoli tesi sono causa di dolore che può essere localizzato (e le sedi più frequenti sono il collo, le spalle, la schiena e le gambe) o diffuso; i muscoli tesi provocano rigidità e possono limitare i movimenti; i muscoli tesi è come se lavorassero costantemente per cui sono sempre stanchi e si esauriscono con grande facilità; i muscoli tesi non permettono di riposare in modo adeguato e chi è affetto da questo disturbo ha un sonno molto leggero, si sveglia più volte durante la notte e alla mattina, anche se gli sembra di avere dormito, si sente più stanco di quando si è coricato (si parla di "sonno non ristoratore"); la tensione muscolare si riflette a livello dei tendini (strutture ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
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L'ALCOL RESPONSABILE DI 1 CASO SU 4 DI DEMENZA
sabato 16 maggio 2009

L'alcol sarebbe responsabile di 1 caso su 4 di demenza e a rischio parrebbero essere soprattutto le donne.

Alcol mangia memoria, e non solo nelle serate all’insegna dei bagordi e degli eccessi.

Ben un caso di demenza su quattro, stando almeno a una ricerca britannica, potrebbe essere provocato dai drink. E a rischiare sarebbero soprattutto le donne, più suscettibili a livello cerebrale agli effetti dell’alcol.

A puntare il dito è uno studio del londinese Maudsley Hospital, che ha guadagnato le pagine della rivista Alcohol and Alcoholism.

Tra il 10% e il 24% dei 700 mila casi di demenza in Gran Bretagna, secondo i ricercatori guidati da Jane Marshall, potrebbe essere legato a doppio nodo con l’alcol. Alzheimer incluso.

«La gente pensa che la demenza riguardi solo gli “over 65” -fa notare Marshall -in realtà, moltissime persone che non hanno ancora spento le 65 candeline hanno problemi cognitivi, e gran parte di questi casi è legato all’alcol».

Più si inizia presto con i drink, assicura l’equipe ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
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IL DECALOGO DI "SAVE THE CHILDREN" PER IL SUPPORTO PSICOLOGICO AI BAMBINI
sabato 11 aprile 2009

(tratto da: www.savethechildren.it)

1. Evitare che i bambini stiano davanti alla televisione: continuare a veder immagini del disastro non aiuta i bambini a superare il trauma, perché potrebbero non capire che si tratta di immagini registrate e pensare che l’evento catastrofico sia ancora in corso.

2. Ascoltare attentamente i bambini: prima di fornire loro informazioni, cercare di capire qual è la percezione dell’evento e quali i loro interrogativi in merito. Iniziare a dialogare con loro per fornire delle spiegazioni chiare di quanto accaduto, che siano comprensibili in base all’età, lasciando che esprimano le proprie preoccupazioni e tranquillizzarli.

3. Rassicurare i bambini e fornire loro il primo supporto psicologico: rasserenarli spiegando loro quello che si sta facendo per proteggerli, nonché informarli che durante un’emergenza la cosa che si considera prioritaria è aiutarli, affinchè si sentano al sicuro.

4. Accettare l’aiuto di esperti: in caso di vittime in famiglia è importante considerare ...

Susanna Balossino | Psicologo clinico, titolare di studio privato, Psicogeriatra, Formatore
Susanna Balossino
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IL CERVELLO FUNZIONA MALE SE NON SI DORME
venerdì 3 aprile 2009

Lo abbiamo già più volte sottolineato in questo hub che il sonno è per ciascuno di noi un'esigenza vitale.
E, chi purtroppo soffre di un disturbo del sonno, sa bene che oltre a tutta una serie di disagi sul piano fisico, è meno partecipe alla vita famigliare, affettiva, lavorativa e relazionale in genere.
Quando non si dorme, si dorme male o non si dorme abbastanza, diventa infatti difficile condurre una vita nei binari della normalità e mantenere un buono stato di salute fisica e mentale.

Un tassello in più nella nostra conoscenza sui meccanismi del sonno è stato aggiunto in questi giorni da un team di ricercatori italiani della Wisconsin-Madison School of Medicine presso l'Università del Wisconsin.

Propongo alla vostra attenzione una sintesi delle conclusioni alle quali sono pervenuti:

" ... È tipico di quando non si dorme alzarsi dal letto con la testa pesante e la mente 'ingolfata'. Questo accade perché passando le notti in bianco ne soffrono le sinapsi (quelle regioni del cervello che favoriscono ...

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