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Vendere - La Forza commerciale

Alice nel paese della formazione e coaching !!

Avete notato quanti si propongono nella formazione?

Cosa ne pensate?


L'entusiasmo di fine corso è un risultato/cambiamento?

Alla fine dei corsi: piani individuali? cosa ci rimane da fare?

Corsi su teorie psicologiche di moda (PNL,analisi transazionale ecc.) Nozionismo ma... la pratica?

Verifica dei risultati? (ROI)
venerdì 6 novembre 2009
Imprenditore, consulente aziendale marketing e comunicazione

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riflessioni
vedo che insisti molto sulla pratica, critichi il nozionismo...etc

la formazione è diversa dall'addestramento che ti deve rendere abile in qualche abilità specifica

la formazione agisce ad un livello superiore: crea quella base culturale da cui scaturiscono le soluzioni, il problem solving

qualche volta vedo il rischio nella "formazione pratica" di creare scimmie ammaestrate che reagiscono a stimolo e risposta

la formazione maieutica è quella preferibile, non esistono miracoli

le fonti: romanzi, poesia, dizionario sinonimi contrari, la natura, la televisione

per capire il mestiere di commerciale è meglio leggere esercizi di stile di Raymond Queneau

diffido fortemente da chi propone soluzioni rapide es.diventare supervenditore in un giorno: si esce carichi e poi si sbatte contro un muro

credo molto nell'autoformazione blended mixata con qualche incontro con persone di valore

in sintesi: occorre una buona teoria orizzontale, varia, per trovare le risposte sul campo, come un chirurgo che prima studia e poi fa pratica, anche se nel nostro mestiere può succedere che su un aprima esperienza pratica si vada poi a innestare una preparazione più evoluta

per finire: il successo nella vendita non sta nei corsi di vendita ma nella filosofia, nella sociologia, nell'antropologia...
domenica 8 novembre 2009
sviluppo commerciale e organizzativo

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riflessioni
Concordo pienamente con quanto da lei affermato.Il tema del post è meno "filosofico" e piu rivolto ad una disamina sui corsi, sulle persone e alle metodologie d'insegnamento.

Il "nozionismo" era riferito solo a quello che danno i corsi, dove molte volte c'è un modo di fare formazione non a misura degli effettivi bisogni del personale di vendita.

Ora in "molti" si sono dati alla formazione/coaching e mi viene spontaneo pensare a quei signori che vendono in tv, i numeri per vincere al lotto...


Per quanto rigurda la pratica io penso che l'allievo non può apprendere ciò che non sperimenta.Apprendiamo sempre più, quando ci muoviamo, parliamo, ascoltiamo, quando partecipiamo attivamente con il corpo, oltre che con la mente.

E per finire:

"dovremmo occuparci innanzitutto del modo in cui la gente apprende e meno del modo in cui i formatori insegnano"

Peter Druker
domenica 8 novembre 2009
Imprenditore, consulente aziendale marketing e comunicazione

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riflessioni 2
avevo ben inteso il tuo post, grazie e un invito a continuare negli stimoli

se la formazione diventa mestiere o sotto-mestiere: conosciamo tanti manager o consulenti che si vantano di fare formazione ma non hanno mai fatto una selezione, un affiancamento o gestito persone di vendita

sicuramente una maggiore chiarezza nella formazione verrebbe dalla segmentazione tra i diversi tipi di canale o di settore: così si potrebbe essere generalisti ma allo stesso tempo soddisfare la richiesta dei discenti

esempio: un corso per venditori di prodotti semidurevoli destinati a rivenditori appartenenti al mondo del design

esempio: un corso per chi vende alla gdo

im merito alla sperimentazone: bisogna sperimentare in maniera consapevole (cioè preparati) se non non si apprende

alla prossima

diego spreti
domenica 8 novembre 2009
sviluppo commerciale e organizzativo

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