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Riconoscere un bravo programmatore

Girando in rete ho un curioso articolo in merito agli indizi per determinare la bravura o meno di un programmatore.

Avendo fatto diversi colloqui di selezione per programmatori in effetti non ho mai considerato questi indizi.

Riporto di seguito l'elenco che ho letto e volevo sapere cosa ne pensate, se a vostro avviso ve ne siano degli altri.

Indicatori positivi
- Passione per la tecnologia
- Programma come se fosse un hobby
- Ti parlerà di un soggetto tecnico se incoraggiato
- Significativi progetti personali realizzati
- Impara da solo nuove tecnologie
- Ha una sua opinione su quale tecnologia sia migliore a seconda dell'uso
- Lavora a malincuore su una tecnologia che disapprova
- È chiaramente svelto, è un piacevole conversatore su una grande quantità di argomenti
- Ha iniziato a programmare molto prima dell'università
- Oltre a quanto detto nel CV, ha realizzato grossi progetti che non menziona
- Conosce un sacco di tecnologie, anche se non lo dice nel CV

Indicatori negativi
- Programmare è un lavoro a giornata
- Non parla di lavoro, anche quando incoraggiato
- Impara nuove tecnologie nei corsi pagati dall'azienda
- Lavora felicemente con qualsiasi tecnologia voi adottiate
- Non sembra "sveglio"
- Ha iniziato a programmare all'università
- Tutto il suo lavoro da programmatore è nel CV
- Conosce solo una o due tecnologie.

Ciao
Francesca.
venerdì 17 ottobre 2008
Consulente Informatico web e software

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Re: Riconoscere un bravo programmatore
Ciao Francesca,
sostanzialmente sono d'accordo con la lista che hai fornito, ma in fase di colloquio e' ugualmente necessario fare attenzione e dei "distinguo" fra dei valori che a primo acchitto possono sembrare aziendalmente assai positivi, ma alla lunga, nelle relazioni con il gruppo di lavoro, possono risultare a dir poco NEFASTE.

Mi permetto quindi di integrare la tua lista di indicatori positivi con dei "segnali di allarme", e di indicatori negativi con dei "segnali costruttivi", che vanno ugualmente valutati nel complesso dell'intero quadro delle caratteristiche di una persona, non solo sul parametro delle proprie conoscenze o competenze.

>Indicatori positivi "a rischio"
- Passione per la tecnologia: provate a mettere l'ultimo numero di una rivista specializzata sul tavolo del colloquio, e controllate quante volte, nel corso del dialogo, il suo sguardo devia dal vostro alla copertina della rivista;

- Programma come se fosse un hobby: provate ad indagare di piu' sugli orari della giornata in cui si dedica a questo "hobby", e se ogni tanto si ricorda di alzarsi dalla sedia e di nutrirsi decentemente fra una riga di codice e l'altra;

- Ti parlerà di un soggetto tecnico se incoraggiato... e dovrete usare ogni tecnica di persuasione per farlo cessare di parlare di quell'argomento;

- Significativi progetti personali realizzati: stesso rischio del punto precedente;

- Impara da solo nuove tecnologie: smanettatore o sperimentatore? Un approccio relativamente analitico alla materia e' altamente positivo, la full immersion in tutti i forum inerenti a quella tecnologia... decisamente di meno;

- Ha una sua opinione su quale tecnologia sia migliore a seconda dell'uso... ed e' disposto a combattere a spada tratta ogni sua teoria in merito, senza intendere ragioni o offrire spiragli alla discussione;

- Lavora a malincuore su una tecnologia che disapprova: il suo malumore si diffonde dalla sua postazione come una "nuvola nera" che si addensa sul suo monitor fino a diventare tangibile;

- È chiaramente svelto, è un piacevole conversatore su una grande quantità di argomenti... ma tutti inerenti allo stesso tema portante;

- Ha iniziato a programmare molto prima dell'università: stesso rischio dell'autoapprendimento di nuove tecnologie;

- Oltre a quanto detto nel CV, ha realizzato grossi progetti che non menziona: perche'? Esperimenti andati a male, o prove non ritenute degne del suo livello personale? Indagare, indagare...

- Conosce un sacco di tecnologie, anche se non lo dice nel CV: anche qui, va sviscerato meglio l'argomento, semplice timidezza, dimenticanza, onesto riconoscimento dei propri limiti?

>Indicatori negativi "incentivanti"
- Programmare è un lavoro a giornata: quindi va fatto presto, bene, coscienziosamente, in modo da tornare a casa e dedicarsi a cuor leggero alle altre attivita' di proprio interesse

- Non parla di lavoro, anche quando incoraggiato: finalmente un po' di "aria fresca" all'interno dell'azienda, con commenti su film, libri, musica, spettacolo...

- Impara nuove tecnologie nei corsi pagati dall'azienda: i latini dicevano "DO UT DES", pagare formazione, vedere risultati... non di solo stipendio vive l'uomo, ma anche di arricchimento e incentivazioni;

- Lavora felicemente con qualsiasi tecnologia voi adottiate: una risorsa cosi' e' un antidoto naturale alla nuvola nera del collega depresso, da assumere "a priori" per il mantenimento dell'equilibrio umorale del "geniaccio" di turno;

- Non sembra "sveglio": chi va piano va sano e va lontano, ed in fase di beta tester, e' quello che puntualmente trova tutte le magagne dimenticate dal collega iperattivo;

- Ha iniziato a programmare all'università: l'appetito vien mangiando, basteranno pochi semi per alimentare fidelizzazione e produzione;

- Tutto il suo lavoro da programmatore è nel CV: una persona onesta e concreta;

- Conosce solo una o due tecnologie: quindi, su quelle, e' una risorsa spendibile ed affidabile, in particolare su progetti in outsourcing.
martedì 21 ottobre 2008
Comunicazione e formazione per il web

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